#PARLAMIDITE: Intervista DOPPIA alle autrici Connie Furnari e Aura Conte

 

Ciao Aura, ciao Connie, benvenute! Siamo davvero onorate di ospitarvi e potervi intervistare!

La prima domanda è di carattere personale. Chi sei fuori dal mondo della carta stampata?

Aura: Sono una nerd fissata con la tecnologia, gattara e amante delle passeggiate (anche perché non ho la patente). Mi piace cucinare piatti tradizionali ed esteri (tipo sushi, burritos, involtini primavera, etc) e amo la musica rock.
Connie: Sono anche io una nerd (in parte) fissata perlopiù con il cinema, mi piace molto guardare film di ogni genere, anche d’animazione. Amo disegnare e dipingere quadri. Un’altra mia passione sono i manga, i fumetti giapponesi.

Come ti sei avvicinata/o al mondo della scrittura?

Aura: Ufficiosamente ho iniziato a scrivere storie sin da bambina, ufficialmente grazie alla recitazione. Ho studiato recitazione teatrale per circa 13 anni, a ciò ho affiancato qualche stage di cinematografia e l’amore per la tecnologia.

Connie: Scrivo da quando ho imparato a leggere, o giù di lì. A 6 anni già scrivevo favole e me le raccontavo, ho ancora qualche pagina ricordo che custodisco come un tesoro.

Parlaci delle tue opere. A quale sei più affezionato/a? Cosa significano per te?

Aura: Penso di essere affezionata di più a due mie opere… “Controvento” per varie motivazioni personali e “Pecador” (scritto con Connie e di prossima uscita) perché mi sta facendo osare più dei precedenti. Mi sta facendo spingere oltre i miei limiti.

Connie: Amo ogni singola opera che ho scritto, c’è sempre qualcosa di mio, di personale che metto nei miei libri, anche se la maggior parte delle persone non se ne accorge. Una curiosità: in ogni mio romanzo qualcuno dei protagonisti indossa un indumento che possiedo nel mio armadio o un accessorio, come per esempio il ciondolo a forma di cuore di Kimber in Secret Heart o le Converse All Star di Zoey in Breaking You.

Quanto di te c’è nei tuoi personaggi?

Aura: Molto poco, non mi piace scrivere libri su di me. Preferisco ipotizzare vite e scenari lontani, in cui possa accadere di tutto. Solitamente i miei personaggi sono spesso sarcastici o teste dure, diciamo che mi assomigliano molto da certi punti di vista.

Connie: C’è moltissimo. Ogni personaggio che ho rappresentato ha qualcosa del mio carattere: la passionalità, o la schiettezza, o qualunque altra cosa.

Hai qualche scrittore a cui aspiri? Chi sono i tuoi miti?

Aura: Penso che il mio mito sia Stephen King, perché lo stimo come uomo e come scrittore. Una scrittrice che mi ha ispirato negli ultimi anni è stata Emma Chase, ma ce ne sono anche altre come Penny Reid, R.L. Mathewson, Amy Harmon, Mia Sheridan.

Connie: Sicuramente, lo scrittore che mi ha spinto a scrivere è stato Michael Ende, l’autore de La storia infinita. È grazie a lui che mi sono avvicinata al fantasy, e che ho trovato il coraggio di pubblicare. Rimane tuttora uno dei miei romanzi preferiti.

Se dovessi scegliere tre autori italiani con cui lavorare chi sceglieresti? Autori e autrici self e non, ovviamente!

Aura: In verità con una ci sto già lavorando, mi riferisco alla donna con cui sto facendo l’intervista… Connie Furnari, la mia Thelma e partner in crime. Un’altra autrice con cui scriverei volentieri un libro o una saga è Gina Laddaga (abbiamo già scritto insieme una short story).

Connie: E io scelgo la mia Louise, Aura! Come altre, finora non ho lavorato a quattro mani con nessun’altra, quindi non posso dire con chi sceglierei di scrivere.

Se potessi scegliere tre libri scritti da altri e farli diventare tuoi, quali sceglieresti e perché?

Aura: Dimmi che sarai qui di Mia Sheridan, La casa degli spiriti di Isabel Allende e Sei il mio sole anche di notte di Amy Harmon.

Connie: Sicuramente la Bibbia 😀 con la firma dell’autore…. Eheh Poi Harry Potter e La storia infinita.

Se un regista ti proponesse di fare un film tratto da un tuo libro, con chi vorresti lavorare? (Per autori con più libri pubblicati: quale dei tuoi lavori vorresti vedere sul grande schermo?)

Aura: Vorrei vedere “Controvento” sul grande schermo diretto da Martin Scorsese e “Pecador” diretto da qualcuno che non abbia paura di osare, come Brian De Palma o Quentin Tarantino.

Connie: Vorrei vedere ovviamente tutti i miei libri sullo schermo, ma soprattutto le saghe fantasy come Heaven e Splash, alle quali sono molto affezionata. Sicuramente le affiderei a Steven Spielberg o James Cameron. Per i romance invece senza alcun dubbio ad Adrian Lyne e Sam Mendez.

Quale genere di libri non riesci a leggere e/o a scrivere?

Aura: Non riesco a leggere le autobiografie.

Connie: Gli storici.

Qual è il libro che, secondo te, i nostri lettori dovrebbero leggere assolutamente?

Aura: Dimmi che sarai qui di Mia Sheridan oppure Sei il mio sole anche di notte di Amy Harmon.

Connie: Solo quelli che amano.

Hai un tuo rituale per scrivere? Che so, devi scrivere prima su carta e poi su pc? Solo di notte e nel letto?

Aura: Mi lego i capelli. Però ci sono anche altre cose… devo avere una bottiglia d’acqua piena e devo isolarmi, in qualche modo.

Connie: Anche io mi isolo e mi lego i capelli a coda di cavallo, poi metto gli auricolari con gli mp3 che riproducono i suoni della pioggia e delle onde del mare.

Che ne pensano la tua famiglia, gli amici e conoscenti, del tuo talento?

Aura: Sono fortunata, la mia famiglia mi ha sempre sostenuta a riguardo. Però pensano che sia pazza perché troppo focalizzata sulla scrittura.

Connie: La mia famiglia non si è mai interessata alla mia passione, adesso ho mio marito però che mi sostiene sempre.

Ti sei affidato/a a lettori beta o ad amici per l’editing?

Aura: Dipende, per i miei racconti self mi sono affidata sempre ad alcuni lettori beta. I miei romanzi pubblicati in passato/presente con CE hanno avuto un percorso differente.

Connie: Ovviamente per i romanzi pubblicati da CE ci sono i loro editor, per gli altri sì, mi affido a beta, amici fidati.

Quale fatto non leggeremo mai in un tuo libro? Violenza, guerra, amore, ecc?

Aura: Sinceramente, non lo so.  Mi piace toccare un po’ tutti gli argomenti.

Connie: Lo stesso per me. Penso di aver trattato quasi tutto, e voglio provare argomenti ancora più scottanti.

Qual è il tuo pensiero sul mondo del self publishing? Secondo te meglio pubblicare soli o con casa editrice di qualunque portata?

Aura: Io sono per diversificare la propria produzione letteraria, mettendosi sempre alla prova.

Connie: Ho sempre consigliato a ogni autore che mi ha fatto questa domanda di provare entrambi, sia case editrici che self publishing, perché alcuni si sentono realizzati con la prima opzione, altri con la seconda. È soggettivo.

 

Spesso e volentieri, purtroppo, salta all’occhio qualche discussione: autori contro autori, lotte fra editori e così via. Perché secondo te succede? Pensi che ne risenta l’intero movimento o che siano fiammelle isolate?

Aura: Sino ad Agosto 2016, non sapevo che esistessero questi “clan” in lotta tra di loro nel mondo del self, ho sempre pensato ai miei libri. Tuttavia, spostandomi temporaneamente per qualche mese da CE a self per via di alcuni racconti (non libri), mi sono ritrovata a leggere frecciatine e commenti inopportuni, ogni santo giorno. Penso che ciò accada perché è più facile emergere affossando gli altri, che lavorando duramente. Sì, l’intero movimento ne risente. Purtroppo, nel self c’è poca serietà/professionalità a riguardo e troppa invidia anche per le piccole cose. Meglio rimanere distaccati e farsi la propria strada, che schierarsi in certi battibecchi da mercato del pesce. Scusate la franchezza.

Connie: Purtroppo l’ambiente è diventato molto negativo, e io la colpa la do a questi clan che portano avanti persone immeritevoli e che non sanno scrivere solo per il semplice fatto di avere molti amici e di usare trucchetti sporchi per emergere e per stare nelle classifiche. Credo che i lettori non leggano più come prima perché si sono stufati di questa gente e ci siamo andati di mezzo tutti. Ne ha risentito tutto l’ambiente letterario, certe self con il loro atteggiamento tirannico, arrogante e spocchioso hanno infangato un’intera categoria di persone. Meglio isolarsi dai battibecchi e scrivere.

 

Ti facciamo ora qualche domanda secca… ci avviamo verso la fine dell’intervista!

 

Bianco e nero o tante sfumature?
Aura:
Tante sfumature.

Connie: Rosso

 

Racconto in prima o terza persona?
Aura:
Dipende… per ora, prima.

Connie: Entrambe. Dipende dalla storia.

 

Thriller o romanzo rosa?
Aura: Thriller!

Connie: Thriller al 100%

 

Contemporaneo o storico?
Aura:
Entrambi!

Connie: Contemporaneo.

 

Cartaceo o digitale?
Aura:
Digitale.

Connie: Cartaceo. Amo il profumo della carta.

 

Lettura sotto l’ombrellone o libro e cioccolata calda davanti al camino?
Aura:
Sotto l’ombrellone ma in spiaggia deserta (specialmente se il libro è hot).

Connie: Cioccolata e camino. Amo l’inverno e la pioggia.

 

Unico narratore o due punti di vista alternati?
Aura:
Alternati.

Connie: Come nella domanda sopra. Entrambi, dipende dalla storia.

 

Ambientazione in Italia o in all’estero?
Aura:
Estero.

Connie: Estero.

 

L’intervista è giunta al termine, purtroppo o per fortuna. Vi ringrazio calorosamente per esservi prestate al mio piccolo interrogatorio! In bocca al lupo per tutto!

Ilenia

 

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